lunedì 18 marzo 2013

Il Papa, la Boldrini, la Madonna e le donne


Prendo come spunto alcuni fatti di cronaca.

Habemus papam e con lui, sembra, anche un nuovo modo di rappresentare la Chiesa, lui che nel primo discorso da quel balcone, informa che il giorno successivo si recherà a S. Maria Maggiore per rivolgere una preghiera alla Madonna perché ci protegga.

Habemus i presidenti di Camera e Senato, con la Boldrini che nel discorso di apertura dopo la sua elezione, fra i diversi obiettivi inserisce questi: 

Dovremo farci carico dell’umiliazione delle donne che subiscono violenza travestita da amore. […]

La politica deve tornare ad essere una speranza, un servizio, una passione.

Cercherò di portare assieme a ciascuno di voi, con cura e umiltà, la richiesta di cambiamento che alla politica oggi rivolgono tutti gli italiani, soprattutto i nostri figli.

Il padre della Chiesa che fa appello alla Madre di Gesù, perché forse, in questo spirito di rinnovamento serve proprio la misericordia femminile, che lenisca gli errori di quegli uomini, anche dentro le istituzioni religiose, che hanno portato violenza e orrore verso i più deboli. 
Una madre, la Boldrini, che si trova in un ruolo fondamentale nello Stato e porta con sé valori tipicamente femminili: prendersi cura, donare speranza, prestare servizio.
Allo stesso tempo però evoca anche la passione, la lotta alle ingiustizie per poter non solo sognare, ma anche attuare il cambiamento per i propri figli.

Tutto questo mi ha fatto pensare a un saggio di Michela Murgia – Ave Mary – (Einaudi, 2011) dove l'autrice esprime mirabilmente diverse interpretazioni della figura di Maria, intesa come donna “creata dalla Chiesa”, ma anche come donna anticonformista, che porta avanti un disegno più grande, modello tutt'altro che remissivo di una consapevolezza di sé e dei diversi modi di esprimersi in un mondo maschile. 
 
Innanzitutto mi è piaciuta l'interpretazione di Maria come “la sovversiva”, ovvero colei che ha detto sì all'annunciazione dell'angelo, ma non per questo è semplicemente da etichettare come docile e sottomessa:

Questo misterioso visitatore non rispetta le regole, rendendola soggetto protagonista della scelta che più la riguarda, come è giusto oggi, ma come non era certamente normale nel I secolo. […] Una fanciulla per bene davanti alla proposta sconcertante di restare incinta senza conoscere uomo avrebbe dovuto nel migliore dei casi rifiutare, nel peggiore chiedere tempo. Dire qualcosa di molto assennato e prudente, tipo “ne parlo con mio padre” oppure con qualcuno più grande, più esperto, più potente. Maria si guarda bene dal fare tutto questo […] Il sì di Maria sarà suonato molto bene nell'alto dei cieli, ma a tutti gli effetti nella terra degli uomini restava un suicidio. (pag. 116-117)

Con una simile madre non c'è da stupirsi se Cristo per tutta la sua vita pubblica ha usato alle donne un'attenzione altrettanto anticonformista rispetto al contesto in cui è vissuto. Non c'è niente come la Scrittura per rivelarci quanto sia falsa l'idea di Maria che vogliono darci a bere come docile e mansueta, stampino perfetto di tutte le donnine per bene (pag.118)

Con lucida determinazione, la Murgia descrive le conseguenze dell'aver accettato solo una interpretazione del comportamento di Maria, visto che

Nella catechesi tradizionale (…) è rappresentata come la donna del sì. […] Le donne credenti di ogni latitudine hanno dovuto ascoltare secoli di prediche sulla Maria obbediente e accogliente, la Maria docile alla volontà di Dio, la Maria silenziosa che non discute anche quando non capisce, ma si piega con la flessibilità di un giunco al soffio inatteso dell'imperscrutabile Spirito. […] Attraverso la costruzione fittizia di una specie di via del sì alla santità, la struttura patriarcale trovava nella religione cattolica una formidabile alleata per continuare a esigere la muta sudditanza femminile. […] A date condizioni, la donna deve dire di sì, perché il suo rifiuto non sarebbe comunque accettato. Al mutare delle condizioni, la donna deve dire di no, perché il suo consenso semplicemente non è previsto.

[…] Della fanciulla che preferì tornare a casa senza la verginità piuttosto che morta non sapremo mai neanche il nome, perché il suo sì le avrà anche salvato la vita, ma non risulta funzionale al sistema che la voleva fino in fondo vittima e indifesa. La figlia ribelle che prova a opporre le proprie condizioni a quelle del padre non sarà portata ad esempio a nessuna: il suo no sovverte la gerarchia familiare. La moglie cristiana che ha provato a sottrarsi ai rapporti sessuali con l'energumeno che si era resa conto troppo tardi di aver sposato, difficilmente avrà sentito incoraggiamenti dalla grata del confessionale: il suo no destabilizza il rapporto di potere in cui è entrata sposandosi. La ragazza credente che si rifiuta di vergognarsi di far l'amore col suo ragazzo prima del matrimonio dovrà imparare a convivere con la disapprovazione del suo contesto religioso, perché il suo sì afferma che il controllo del corpo è in mano sua. La donna separata che provasse a rifarsi una vita con un uomo diverso da quello che l'ha portata all'altare, sa bene che per la Chiesa ha già detto un sì di troppo. (pag. 114-115)

Sul retro di copertina la Murgia scrive:

dovevo fare i conti con Maria, anche se questo non è un libro sulla Madonna. È un libro su di me, su mia madre, sulle mie amiche e sulle loro figlie, sulla mia panettiera, la mia maestra, la mia postina. Su tutte le donne che conosco e riconosco. Dentro ci sono le storie di cui siamo figlie e di cui sono figli anche i nostri uomini: quelli che ci vorrebbero belle e silenti, ma soprattutto gli altri. Questo libro è anche per loro, e l'ho scritto con la consapevolezza che da questa storia falsa non esce nessuno se non ci decidiamo a uscirne insieme.

Adesso, con l'intercessione del Papa, l'impegno della Boldrini e l'energia di moltissimi uomini e donne nel nostro paese che credono nella possibilità di rapporti sani e maturi, speriamo sia arrivata una svolta.
Che l'umiliazione possa trasformarsi in punto di forza, per dire no alla violenza e all'ingiustizia e dire sì alla vita e al rispetto, in tutte le sue forme.  

Buona settimana
virginia

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